Scenografie del quotidiano. Nuovi stili decorativi

Nel campo delle arti applicate, il passaggio dalle sofisticate invenzioni decorative tipiche del Manierismo internazionale al gusto più propriamente barocco avvenne in modo graduale, soprattutto per quanto riguardò la progettazione degli ornati e degli arredi, che seguirono a lungo i modelli cinquecenteschi. Furono le precoci opere di Bernini e di Pietro da Cortona a stimolare le nuove generazioni di decoratori e artigiani a concepire i loro lavori secondo un inedito gusto scenografico, tendente a cancellare, per quanto concerne la realizzazione dei fastosi interni delle dimore patrizie, il confine tra lo spazio reale e quello illusorio. Le artificiose invenzioni berniniane (“per ben imitare la natura bisognava fare ciò che la natura non è”), si ritrovano variamente rielaborate nei disegni, nelle sculture, nelle opere e negli ornati immaginati da Giovanni Paolo Schor, Andrea Brustolon, Andrea Fantoni e Filippo Parodi che, di ritorno da Roma, avrebbero istituito nelle proprie botteghe delle vere e proprie scuole dove gli allievi poterono cimentarsi in sempre più elaborate composizioni. Il fasto e la magnificenza degli arredi romani trovò, attraverso le incisioni di Filippo Passarini e di Giovanni Giardini, un importante strumento di divulgazione a livello italiano ed europeo. Accanto allo scenografico mobilio barocco cominciarono a fare la loro comparsa anche lavori realizzati con materiali semipreziosi, come gli intarsi in marmi antichi, come le pietre dure, vanto della dinastia medicea, e le manifatture Augsburg, gli argenti di Fries, i coralli di Giacomo Amato. Contemporaneamente gli scultori fornivano modelli per vasi, candelabri, cornici e decorazioni in bronzo dorato che dovevano completare l’arredo delle sale insieme ai raffinati lavori di cesello eseguiti all’interno delle fiorenti botteghe degli argentieri italiani e dai grandiosi piatti da parata utilizzati come preziosi fondali ai banchetti, o dalle elaborate composizioni in corallo, avorio e madreperla eseguite dagli artigiani siciliani. Arazzi, damaschi dalle intense colorazioni e ricami in sete policrome, oro e argento, completavano l’arredamento spettacolare dei nuovi ambienti, progettati per fare da sfondo allo sfarzoso cerimoniale delle corti e delle famiglie aristocratiche. A questa magnificenza concorrono anche chiese e conventi, nel fare realizzare apparati liturgici per le solenni celebrazioni religiose.